FONDAZIONE LISIO
& FENDI


E’ una collaborazione agli apici dello stile e di quell’artigianalità che ha contribuito a fare del Made in Italy un fenomeno inimitabile, quello tra Fendi e Fondazione Lisio.




It ‘s a top of the style and craftmanship collaboration that has contributed to make the Made in Italy an inimitable and unique phenomenon:  that’s between Fendi and Lisio Foundation.

Giuseppe Lisio, nato nel 1870 in provincia di Chieti , aprì nel 1906 a Firenze il primo negozio e un laboratorio con pochi telai a mano. Il suo intento era quello di mantenere in vita uno dei più prestigiosi settori dell’artigianato italiano che trova le sue radici nel Medioevo e nel Rinascimento.



Giuseppe Lisio, born in 1870 in the province of Chieti, opened in 1906 the first store in Florence and a laboratory with some hand looms. His intent was to keep alive one of the most prestigious Italian artisanate, during the Middle Ages and the Renaissance.



Nel 1971 Fidalma Lisio, la figlia,  istituì la Fondazione Arte della Seta Lisio con l’intento di tramandare attraverso le sue attività didattiche, culturali e manifatturiere, l’antica arte della tessitura a mano di stoffe in seta e metalli preziosi. La fine degli anni Ottanta e il decennio successivo segnarono un’importante svolta per la Fondazione Lisio, ebbero inizio importanti collaborazioni con le Case di Moda.

In particolar modo con la casa di moda Fendi.



In 1971 Fidalma Lisio, his daughter, founded the Guild of Silk Lisio Foundation -Fondazione Arte della Seta Lisio – with the intent to pass down, through hers educational activities, cultural and manufacturing, the ancient art of hand weaving of silk textiles and precious metals. The late eighties and the decade that followed, marked an essential turning point for the Lisio Foundation, and began important collaborations with some fashion houses.

Especially with the fashion house Fendi.


Erano i primi anni ’90, quando Silvia Venturini Fendi divenne direttore creativo della Maison. Disegnò, quasi per caso, il primo modello della borsa oggi icona del marchio : è con la nascita della Baguette che si ha l’inizio del fenomeno delle It-Bag nel mondo della moda. Il nome “Baguette” fu dato da una giornalista di moda, e deriva dal fatto che, come i famosi filoni di pane francese anche questa borsa, date le sue misure , si può portare benissimo sotto braccio, altrimenti a mano grazie al manico regolabile.




It was the early ’90s, when Silvia Venturini Fendi became the creative director of the House. She designed, almost by accident, the first model of the bag: the Fendi Baguette is one of a long line of classic handbags which join the ranks of iconic purses. The name “Baguette” was given by a fashion journalist, who was inspired by the French’s manner of carrying the bread : the bag can be worn well under the arm, otherwise by hand thanks to the adjustable handle.

Dalla fine degli anni ’90 la casa di moda Fendi affidò alla Fondazione Lisio, il compito di creare, per ogni collezione, una nuova Baguette. Queste Baguette in edizione limitata rappresentavano la sintesi dell’ispirazione di ciascuna collezione: ognuna di esse è un pezzo unico e realizzato a mano.



Since the late 90′s the fashion house Fendi  committed to the Lisio Foundation, the task of creating for each collection a new and unique handmade Baguette. These limited edition Baguettes were the synthesis of the inspiration of each collection.

La Baguette venne rielaborata ogni stagione con decorazioni e materiali diversi, passando dal tessuto impermeabile al coccodrillo, cuoio dipinto a mano, cachemire oppure broccato a motivi floreali copiati dalla Primavera del Botticelli e realizzato dalla Fondazione Lisio con una tecnica del 1770.



The Baguette was reworked every season with different decorations and materials, from waterproof textile to the crocodile, hand-painted leather, cashmere or floral brocade copied from Botticelli’s Primavera created by Lisio Foundation using a technique of the 1770.

Per la collezione Autunno/Inverno 1999/2000, è stato utilizzato un pregiatissimo velluto bianco ricamato a mano; per dare un effetto 3D è stato ricamato su ovatta e per dipingerlo è stato imbevuto un ago nel colore. Di questo tessuto ne veniva prodotto  4 cm al giorno.

L’ultima Baguette realizzata dalla Fondazione Lisio,” The Wall”, fu creata per celebrare la sfilata evento Primavera Estate 2008 sulla Grande Muraglia Cinese, ispirata al fasto della Città Proibita. Il motivo della borsa è stato ripreso da una pergamena della dinastia Ming, e vennero utilizzati broccati d’oro e seta intessuti con piume. Venne inoltre realizzato questo esemplare unico: per il tessuto vengono impiegati 45 colori diversi, decorata poi con nappe di seta e la chiusura con sottili catene di metallo.




For the collection Autumn/Winter 1999/2000 , was used a highly prized white velvet broidered by hand : to give a 3D effect, the velvet was embroidered on cotton wool and to paint it was used a needle dipped in the color. Of this textile were created 4 cm per day.

The last Baguette , made by the Lisio Foundation, “The Wall”, was created to celebrate the Spring Summer 2008 fashion show event held at the Great Wall of China. The theme of the bag was taken from a parchment of the Ming Dynasty, and were used gold and silk brocades, woven with feathers. It was created a unique exemplar of the bag: 45 different colors were used for the textile, then decorated with tassels of silk and closed with thin metal chains.


Marta Di Puccio

Mattia Lapucci


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